Autorità Portuale di Cagliari

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L'Unione Sarda - 29 giugno 2016 - Migranti nuovo sbarco PDF Stampa E-mail

Cronaca di Cagliari

I 616 arrivati sono quasi tutti africani del sub Sahara

Migranti, nuovo sbarco

Un altro carico di disperazione sbarca al molo Rinfusa del Porto canale, a metà mattina, sotto un sole cocente che piega le gambe a tutti: i 616 migranti scesi dalla nave spagnola Rio Segura (434 uomini e 182 donne) dopo essere stati salvati in mare, le forze dell'ordine, i volontari, Protezione civile, medici e infermieri. E l'accoglienza messa in piedi dalla Prefettura, dopo le operazioni sottobordo, si scontra ancora con una realtà non rinviabile: la Sardegna non ha i posti letto per accogliere la quota di migranti stabilita dal Governo, particolarmente per quanto riguarda i minori non accompagnati. Ieri ne sono giunti 120. Ma anche stavolta, in un modo o nell'altro, tutti hanno avuto una destinazione. Solo due giorni prima, domenica, dalla nave norvegese Siem Pilot erano scesi altre 737 disperati in cerca di riscatto.
LE NAZIONALITÀ Stavolta, per la maggior parte, i migranti sono nigeriani (172), mentre si sono dichiarate sudanesi 108 persone, del Mali 88, del Ghana 69, qualcuno del Bangladesh e per il resto quote minime da molti Paesi sudsahariani. Sono stati tutti rifocillati e visitati dai medici: alcuni avevano i segni di una malaria ormai quasi superata, non c'erano feriti da coltelli o da colpi d'arma da fuoco. Man mano che le identificazioni e le visite mediche si concludevano, i migranti sono stati sparpagliati nei luoghi che i sardi hanno messo a disposizione (a pagamento, ovviamente) della Prefettura, che ne cerca disperatamente altri. L'ennesimo bando è di pochi giorni fa, i precedenti non sono andati esattamente alla grande.
I MINORI E poi c'è la vera spina nel fianco: i ragazzini non accompagnati dai genitori (e chi non lo è, ma si dichiara tale), per i quali le norme prevedono la sistemazione in centri d'accoglienza attrezzati. E siccome il Comune da tempo ha esaurito i posti ma è l'istituzione che deve provvedere, il sistema entra inevitabilmente in crisi.
IL MUNICIPIO «Il Comune è stato presente agli ultimi tre sbarchi, fornendo a proprie spese i mediatori culturali e supportando la Questura nelle operazioni di sbarco e identificazione dei minori». Alessandro Cossa, dirigente delle Politiche sociali, riassume la posizione di Palazzo Bacaredda: «Quest'attività richiede dispendio di risorse umane e finanziarie che non può gravare sulla sola città di Cagliari. I costi delle strutture sono anticipati da noi e saranno rimborsati da ministero e Regione», aggiunge Cossa, «ma il Comune non è in grado di far fronte da solo a tutti i migranti minori non accompagnati che sbarcano in città». Le cifre sono chiare: la provincia del Sud Sardegna ha ottocentomila abitanti, ma il problema è lasciato al Capoluogo.
LA PREFETTURA I nuovi posti per i minori non accompagnati sono stati richiesti alla Caritas fuori bando, in virtù dell'emergenza causata dai continui sbarchi, ma anche così i problemi non mancano: nemmeno questi posti letto basteranno.
LA CARITAS «Non ci tiriamo mai indietro davanti alle emergenze», commenta il direttore della Caritas diocesana, monsignor Marco Lai, «ma noi siamo solo una pezza in attesa che la questione sia risolta dalle autorità, cui compete trovare la soluzione. La verità», aggiunge Lai, «è che la Caritas non è strutturata per l'accoglienza dei minori, ora ospitati in strutture diffuse, e nel giro di pochi giorni confidiamo che le autorità risolvano il problema e si facciano carico di questi ragazzi». La Caritas medita se adattare alcuni edifici e poi partecipare al bando della Prefettura per i posti letto. Nel frattempo, è solo emergenza e rimedi dell'ultimo minuto.
Luigi Almiento