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L'Unione Sarda - 28 settembre 2015 - Ripulita la Quarta Regia PDF Stampa E-mail

Ripulita la Quarta regia

Bonifica Lattine, bottiglie, batterie d'auto, spezzoni di vecchie reti da pesca e lenze ma anche quel che resta di un vecchio albero di Natale: sono i rifiuti scovati dai volontari nel “giardino” della Quarta Regia lungo le sponde di Santa Gilla

La sua salvezza costerà 260 mila euro. Fondi regionali già trasferiti nelle casse della Conservatoria delle coste e pronti per essere spesi per il completo restauro della Quarta Regia, il monumento oggi in completo abbandono e grave degrado. Ma ben altri interventi serviranno per restituire la torre di Sa Scafa alla città.
I PIANI Le idee non mancano, scritte nero su bianco sui progetti presentati dagli studenti universitari che hanno risposto al bando della Conservatoria per la realizzazione del parco di Sa Scafa e la rinascita della torre affacciata su Santa Gilla, in quell'area dove ieri i volontari di Legambiente e i canoisti del Cus, che qui hanno la loro sede, hanno avviato una bonifica neanche tanto simbolica vista la quantità di rifiuti raccolti.
LO STAGNO Puliamo il Mondo, a Cagliari, è partita da Santa Gilla, la laguna racchiusa tra la città, Capoterra, Assemini ed Elmas un tempo fiorente industria della pesca e oggi incoronata da vere e proprie discariche a cielo aperto. «Abbiamo scelto la torre della Quarta Regia per il suo grande valore identitario. Era, è la porta di Santa Gilla e da qui, simbolicamente, siamo partiti per suscitare l'attenzione della Regione e delle altre istituzioni», ha ricordato Vincenzo Tiana, presidente di Legambiente Sardegna. Oltre ai fondi della Conservatoria, per Santa Gilla è già pronto e coperto finanziariamente un secondo piano di bonifica. «Un progetto da 260 mila euro - hanno spiegato l'assessore comunale all'Ambiente, Paolo Frau, il sindaco di Elmas, Valter Piscedda e Giacomo Mallus, assessore alle Politiche sociali di Capoterra - con cui avvieremo la bonifica di Santa Gilla e l'eliminazione di sette grosse discariche». Con la speranza (è avvenuto anche due anni fa lungo la ferrovia e dietro il centro commerciale Auchan) che dopo l'eliminazione delle montagne di spazzatura i cumuli di materiali ingombranti e spessissimo pericolosi non ricrescano.
«Per questo - ha detto Frau - confidiamo in un rapporto di vigilanza sempre più stretto con il Corpo forestale». Proprio i ranger, nei mesi scorsi, hanno ripetuto l'esperimento della videosorveglianza riuscendo a incastrare diverse persone mentre si sbarazzavano delle immondizie, abbandonandole in laguna.
L'APPUNTAMENTO I volontari, armati di guanti e ramazza, si sono ritrovati verso le nove, mischiandosi ai numerosi pescatori che avevano gettato le lenze dagli scogli del canale che collega la laguna al mare aperto per catturare qualche bella preda. Tra quei massi c'era di tutto. Scatole di polistirolo, contenitori per esche, barattoli e bottiglie, resti di vecchie lenze con ami e spezzoni di reti di nylon. Sono finiti nei sacchi dei rifiuti insieme a una montagna di rifiuti ingombranti sparsi intorno alla torre della Quarta Regia. Tra questi un'incredibile quantità di lattine e bottiglie ma anche i resti di un vecchio albero di Natale.
IL FUTURO Una giornata di pulizia che anticipa il vero progetto di recupero dell'intera area dove insistono troppe realtà abusive e un imponente degrado.
Il sogno del rilancio è tutto sui disegni degli universitari in occasione del concorso di idee per Sa Scafa. Sui tavoli della Conservatoria delle coste le tavole del futuro ci sono da tempo, compreso il progetto di due giovani studenti di Architettura del Politecnico di Milano, Anna Valtorta e Lorenzo Masotto, premiati nel 2012 per il loro contributo.
Per ora partirà il restauro degli interni e degli esterni della Quarta Regia e l'eliminazione delle brutture aggiunte all'edificio originale.
LA STORIA La Torre della Quarta Regia è sorta su un preesistente insediamento di epoca aragonese. È qui che i pescatori che lavoravano a Santa Gilla trasferivano la quarta parte del pescato. Una gabella insopportabile che venne modificata in epoca spagnola, quando chi praticava la pesca doveva corrispondere alla Corona un canone, l' arrendu , che poi era ancora la quarta parte del pescato. Una gabella interrotta solo nel 1956.

Andrea Piras