Autorità Portuale di Cagliari

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L'Unione Sarda del 22 giugno 2015. Le navi da crociera ci sono: «Dovremo essere preparati» PDF Stampa E-mail

Associazioni dei commercianti: dobbiamo lavorare sodo tutti quanti

Le navi da crociera ci sono: «Dovremo essere preparati»

L'accordo con Msc crociere c'è: sedici navi approderanno al porto di via Roma l'anno prossimo. Significa che quarantamila passeggeri (si sommano a quelli delle altre compagnie) trascorreranno dodici ore in città, ovviamente in giorni diversi. I croceristi stanno diventando una voce dell'economia cagliaritana e la città deve migliorare l'accoglienza: partendo, magari, da una conoscenza delle lingue straniere che vada oltre il Noio volevan savuar di Totò: è la lingua più diffusa nei negozi.
LA SODDISFAZIONE La capacità di offrire servizi al popolo delle navi è aumentata, ma tanto ancora resta da fare. «Che Msc crociere confermi lo scalo di Cagliari malgrado quello di Tunisi sarà riaperto nel 2016», premette Alberto Bertolotti, presidente di Confcommercio, «significa che ci ritengono pronti. Abbiamo una città bellissima, un porto attrezzato, la Cagliari cruise port che ha ingranato bene e una perfetta intesa tra noi, Confesercenti e Comune». C'è però ancora molto da fare, anche per quanto riguarda i negozi: «Poniamo il massimo impegno», aggiunge Bertolotti, «per coinvolgere tutti e fare l'ultimo passo: stimolare un certo tessuto economico cittadino e scollarsi di dosso vecchiume e pigrizia. I fatturati», conclude il leader di Confcommercio, «non si realizzano più semplicemente stando dietro il bancone».
IL FUTURO Molte cose sono state fatte, condivide il presidente di Confesercenti provinciale, Roberto Bolognese, «soprattutto da parte del Comune: ad esempio installando i bagni pubblici, e sarebbe necessario un ulteriore sforzo. L'assessorato al Turismo ha messo in piedi un eccellente servizio d'informazione turistico, ora deve puntare più in alto». Bolognese sogna una cartina della città che preveda percorsi predefiniti turistici, commerciali ed enogastronomici, che devono intrecciarsi tra loro. «Sarebbero necessari più cartelli turistici in giro». Resta il problema della mancanza di un bancomat nel quartiere di Castello (i croceristi si lamentano molto per questo) e dell'assenza di una carta-servizi: «Dovremmo distribuirla ai turisti, che potrebbero ottenere sconti nei negozi, viaggiare sui bus, entrare nei siti culturali. Organizziamo continuamente incontri tra enti e soggetti che hanno a che fare con il turismo e i croceristi», aggiunge Bolognese, «ma ci sono assenti ingiustificati: la Camera di commercio, ad esempio, agli ultimi due incontri non è venuta». Il presidente di Confesercenti spera che siano organizzati corsi d'inglese per commercianti («magari, gomito a gomito con i vigili urbani») e che via Roma diventi un porto turistico, con servizi di manutenzione ai natanti da diporto: «Che colpo d'occhio, sarebbe». Luigi Almiento