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L'Unione Sarda - 12 giugno 2015 - Mura alla conquista del mondo PDF Stampa E-mail

È stato svelato a Bergamo lo scafo con cui il cagliaritano parteciperà alla Vendée Globe

Così Mura va alla conquista del mondo

Il velista cagliaritano Andrea Mura

Si è fatta attendere, come le spose. Martedì, dopo mesi di ipotesi e mezzi silenzi, il velo è calato sull'Imoca 60 che condurrà lo skipper Andrea Mura al prossimo Vendée Globe. Nei cantieri Persico, a Bergamo, ha svelato al mondo intero l'abito in carbonio, l'anima da purosangue, i foils che miglioreranno l'assetto e l'attrito sulle acque oceaniche. E' il primo progetto tutto italiano per un velista italiano, e già questo ne fa un esemplare unico. Nasce infatti dall'inventiva di VPLP Design, Marc Van Peteghem e Vincent Lauriot-Prévost, veri leader del settore cui si deve la barca che ha vinto l'ultima edizione sempre del Vendée Globe. Nasce con la stessa ambizione, la barca del velista cagliaritano che sarà varata (e battezzata) nel mese di agosto e subito proiettata in regata: il 25 ottobre sarà tra i concorrenti alla Transat Jacques Vabre, con partenza da Le Havre in Normandia, e arrivo a Itajai in Brasile. «Partecipare al Vendée Globe è il sogno di ogni velista oceanico», ha dichiarato Mura durante la presentazione, «ho lavorato duro per creare l'opportunità di cimentarmi con questa impresa mitica, e sono fiero di essere il primo skipper italiano a gareggiare su un Imoca nuovo, realizzato appositamente».
Tante, le novità di questo progetto. La prua è caratterizzata da una forma tonda, al limite del regolamento di stazza, e l'albero è in posizione arretrata per consentire di sviluppare un piano velico con una randa ridotta e vele di prua dalle misure importanti. Tutte soluzioni studiate per ottenere migliori prestazioni nelle andature portanti, che costituiscono circa il 70% delle condizioni che si andranno a trovare durante le 25mila miglia di circumnavigazione. Dal canto loro, i foils eserciteranno una spinta verso l'alto di circa 3.000 chili e un migliore raddrizzamento. «Affronterò questa regata a testa bassa, come ho sempre fatto, giorno dopo giorno, notte dopo notte, senza pensare al significato della Vendée», ha detto, «se ci si lascia sopraffare dalle emozioni, se non c'è il distacco necessario, si rischia di essere troppo coinvolti, e non fa bene al risultato».
Clara Mulas